La diversità individuale oggi più che mai costituisce uno straordinario elemento di arricchimento e sviluppo collettivo che trova origine nella scuola inclusiva.

Diversità Individuale e Crescita Collettiva

La Diversità Individuale a Scuola Come Fonte Di Arricchimento Reciproco



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La Diversità Individuale Come Fonte di Arricchimento Reciproco


In una società multietnica e multiculturale come quella contemporanea, dove il “contatto” tra individui provenienti da ecosistemi socio-economico-culturali differenti è ormai al centro di una vita quotidiana sempre più caratterizzata da continui momenti di interscambio di conoscenza teorica e pratica1, la diversità individuale, laddove opportunamente valorizzata, costituisce un elemento essenziale di crescita e di arricchimento reciproco2.

Per far si che le diversità di ciascun individuo non siano viste come un elemento di disturbo, ma diventino un reale valore aggiunto, nonché strumento imprescindibile di apprendimento e crescita per l’intera comunità, anche la scuola dovrebbe essere pronta ad affrontare un graduale processo di trasformazione, sia dal punto di vista strutturale ed organizzativo che nella progettazione delle attività didattiche.

Alla luce di ciò, è facile comprendere che è compito della scuola formare dei cittadini perfettamente in grado di prendere parte attivamente, consapevolmente e responsabilmente alla costruzione di comunità sociali più ampie e complesse come la nazione, il continente o l’intero pianeta, partendo proprio dalla valorizzazione delle differenti identità, radici culturali e condizioni psicofisiche di ogni singolo individuo.

La Valorizzazione Della Diversità Individuale Parte dalla Scuola

Poiché l’evoluzione di ogni comunità sociale trova la propria origine nell’esperienza di apprendimento degli individui che ne fanno parte, la scuola rimane il fulcro centrale di questa continua ed incessante trasformazione3.

Secondo quanto riportato nelle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo d’Istruzione del 2012, al paragrafo N.3 del I Capitolo, dal titolo Per una Nuova Cittadinanza si legge:

“La presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse è un fenomeno ormai strutturale e non può essere considerato episodico: deve trasformarsi in un’opportunità per tutti. Non basta riconoscere e conservare le diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece, sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture, in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le differenze di genere”4.

Il concetto di valorizzazione della diversità individuale non rimane però esclusivamente ancorato alla sfera socio-economica e culturale degli individui che compongono il gruppo classe, ma si estende anche alla sfera psico-fisica di questi ultimi.

La scuola può essere vista come uno spaccato della società contemporanea, dove in ogni classe sono presenti delle eterogeneità differenti a più livelli; possono esserci degli alunni provenienti da diverse nazioni con lingua e cultura differente, alunni con disabilità fisiche o alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, ciascuno in grado di offrire il proprio contributo consapevole e responsabile al miglioramento e all’evoluzione della comunità classe, sempre più intesa come comunità di apprendimento interdipendente.

Diversità Individuale e Speciale Normalità Nella Scuola Inclusiva

In una scuola sempre più pronta ad accettare le sfide evolutive dalla società contemporanea, il concetto di inclusione, che implica l’appartenenza ad un gruppo che riconosce, rispetta, stima gli individui che lo compongono, si concatena con quello di “speciale normalità”, che a sua volta interessa tanto la normalità, intesa come bisogno di ciascun membro della comunità di apprendimento di sentirsi, vivere ed essere percepito come “normale”, e quindi uguale agli altri, quanto quello di specialità, nel momento in cui il gruppo classe accoglie i bisogni speciali del singolo, in particolar modo quelli dei soggetti disabili5.

Quando si parla di inclusione in senso lato, ci si riferisce ad un processo che interessa la sfera educativa, sociale e politica, mentre, quando si contestualizza il concetto di inclusione all’ambito scolastico, bisogna pensare al modo in cui il sistema scuola si rivolge a tutti gli alunni, indistintamente, in primis adattando e rimodellando l’intera struttura del contesto apprenditivo e soltanto in un secondo momento intervenendo sul soggetto “diverso”6.

Le Linee Guida per le Politiche di Integrazione nell’Istruzione (2009) dell’UNESCO ci sottolineano che:

“La scuola inclusiva è un processo di fortificazione delle capacità del sistema di istruzione di raggiungere tutti gli studenti. … Un sistema scolastico “incluso” può essere creato solamente se le scuole comuni diventano più inclusive. In altre parole, se diventano migliori nell’ “educazione di tutti i bambini della loro comunità”7.

Il processo evolutivo che nel trascorrere del tempo ha rimodellato gli assetti della scuola contemporanea, portandola dall’esclusione verso l’inclusione, può essere suddiviso in 4 diverse fasi:

  1. esclusione;
  2. inserimento;
  3. integrazione;
  4. inclusione.

Cosa Si Potrebbe Fare Per Valorizzare Al Meglio la Diversità a Scuola?

Hei, tu che stai leggendo! Come viene valorizzata la diversità individuale nella tua scuola? Cosa si potrebbe fare per sensibilizzare rendere più partecipi e consapevoli anche i genitori? Se hai qualche idea o delle esperienze da condividere, scrivici pure nel box commenti in fondo e offri anche tu il tuo contributo per una scuola sempre più inclusiva dove la diversità è ricchezza!

Approfondimenti Consigliati

1McCormick Robert and Carrie Paechter, Learning and Knowledge, Paul Chapman Publishing Ltd in Association with The Open University, London, 2000.

2Ravazzani Silvia, Mormino Chiara, Moroni Sara (a cura di), Valorizzare la Diversità nella Formazione e nell’Apprendimento. Teorie ed Esperienze, Lavoro per la Persona, Franco Angeli, Milano, 2015.

3Sposato Antonella (a cura di), Antropologia Culturale e le Sfide della Didattca, Accademia di Belle Arti Fidia, Vibo Valentia, 2017.

4Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo d’Istruzione, M.I.U.R., 2012.

5Ianes Dario, La Speciale Normalità. Strategie di Integrazione ed Inclusione per le Disabilità e i Bisogni Educativi Speciali, Erikson, Trento, 2006.

6Miele Agostino, Didattica Inclusiva, Progetto 360, Pearson Academy.

7 Linee Guida per le Politiche di Integrazione nell’Istruzione, UNESCO, 2009.


Dr. Biagio Faraci

Direttore del Centro di Formazione, Consulenza e Sviluppo Web IKAROS CONSULTING di Montemaggiore Belsito (PA). Docente di lingua inglese presso: I.I.S. Luigi Failla Tedaldi - Istituto Professionale Agrario di Castelbuono (PALERMO); Docente di lingua tedesca presso: Istituto Comprensivo N. Botta di Cefalù (PALERMO)

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